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19/09/2017 | 19:55

Sono stati fissati domani alle 16.00 i funerali di Noemi Durini, la 16enne trovata senza vita in una campagna di Castrignano del Capo. L'autopsia non fa chiarezza su come Ŕ stata uccisa dal fidanzato 17enne.


Noemi Durini


Lecce. Il corpo di Noemi è stato restituito alla famiglia dopo più di due settimane. Il carro funebre ha lasciato l'ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce, dove si è svolta l'autopsia. Toccherà al medico legale Roberto Vaglio, incaricato dalla Proocura, provare a chiarire in che modo la sedicenne sia stata uccisa dal fidanzato che, dopo giorni di depistaggi, ha confessato l’omicidio scrivendo la parola fine sulle speranze di poter riabbracciare la ragazza viva. Giungerà a Specchia, dove sarà allestita la camera ardente. Un’intera comunità piange e si prepara a salutare per l’ultima volta la studentessa di Specchia.
 
I funerali sono fissati alle 16.00 senza fiori, sfilate o bande così come ha voluto mamma Imma: "Voglio solo che mi portino la bara a casa per un ultimo saluto, io e lei, con la nostra famiglia e basta. E poi dritti in chiesa. Dove nessuno deve neppure gridare, perché se no griderò io, con il dolore che provo" aveva chiesto.
   
Ancora non si conoscono i risultati dell’esame, particolarmente difficile. Si cercano risposte alle tante domande nate anche dalle versioni contrastanti del 17enne. Nel corso dell’interrogatorio, il ragazzo ha prima dichiarato di aver ucciso la fidanzata con una pietra, accecato dalla gelosia. Poi ha raccontato di aver usato un coltello che la stessa Noemi avrebbe portato con sé quella maledetta domenica, per mettere in pratica – a suo dire – il piano diabolico di sterminare la famiglia del fidanzato che ostacolava quell’amore. Ma dell’arma non c’è traccia e il corpo di Noemi ancora non ha parlato. Certo è che ci sono "forti sospetti" su alcune lesioni riscontrate tra il collo e la testa della 16enne, ma non aiuta lo stato di decomposizione del corpo rimasto per giorni nascosto sotto un cumulo di pietre. Molto dirà l’analisi delle larve per risalire, con certezza, alla data della morte.
   
Il 17enne di Montesardo è accusato di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della crudeltà. Il Giudice che ha convalidato l’arresto, proprio ieri, ritiene che il ragazzo era capace d'intendere e di volere nel momento in cui si trasformava da fidanzato in aguzzino. 




Autore: A cura della Redazione

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