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17/02/2017 | 18:00

Secondo prelievo multiorgano dall'inizio dell'anno all'Ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce, dove il gesto di una famiglia di una donna 53enne, deceduta a causa della gravissima emorragia, ha acconsentito alla donazione degli organi.


Il Vito Fazzi di Lecce


Lecce. Cuore, fegato e reni sono stati donati dalla famiglia di una donna 53enne per offrire una possibilità a chi ha bisogno di questi gesti per vivere. Un sì che trasforma il dolore in speranza. Questa mattina presto, dopo una lunga notte in sala operatoria, la macchina della donazione del “Vito Fazzi” ha portato a termine il suo secondo prelievo multiorgano – terzo nella ASL Lecce -  dall’inizio dell’anno e, più precisamente, negli ultimi sette giorni.
 
I familiari della donatrice salentina, una donna deceduta a causa della gravissima emorragia conseguenza di un aneurisma cerebrale, hanno acconsentito ad avviare la procedura, in questo caso particolarmente delicata. Una serie di passaggi formali e clinici per valutare l’idoneità di tessuti e organi, ha richiesto capacità e competenze importanti.
  
La direzione sanitaria del “Fazzi”, diretta dal dott. Giampiero Frassanito, ha fatto fronte alla complessità dell’intervento coinvolgendo medici, infermieri e tecnici di diverse équipe medico-chirurgiche. Dal Laboratorio Analisi alla Logistica, passando per la Rianimazione – il fulcro dell’attività di donazione e prelievo – e potendo poi contare sul personale dei reparti di Urologia, Neurologia, Anatomia Patologica e Chirurgia generale, che ha lavorato fianco a fianco con i colleghi arrivati dall’Ospedale “Le Molinette” di Torino e dal Policlinico di Bari. A Torino e Bari, infatti, sono destinati gli organi prelevati a Lecce, punto di partenza di una grande catena di solidarietà e anche di efficienza.
 
Dietro ogni gesto di generosità che proviene dalle famiglie, insomma, c’è la professionalità dei “camici bianchi” e l’organizzazione delle strutture ospedaliere, capaci di lavorare in team grazie all’integrazione di uomini e risorse: professionisti di ospedali diversi concentrati sullo stesso prezioso obiettivo. Com’è successo soltanto 24 ore prima a Casarano, dove oltre all’impegno del personale del “Ferrari”, il lavoro di squadra si è arricchito dell’aiuto concreto dei medici dell'Urologia del “Fazzi”, per il prelievo dei reni, e sulla collaborazione del personale di Anatomia Patologica del “Fazzi” per la lettura della biopsia effettuata durante il prelievo.
  
Esempi di buona Sanità e di senso civico, che vanno sostenuti anche con un lavoro di diffusione della cultura della donazione: «Alla base di tutto - dice il dott. Filippo De Rosa, coordinatore locale per il prelievo e trapianto del “Vito Fazzi” – c’è il favorire le donazioni. Un’attività difficile, lunga e faticosa, perché possiamo avere le migliori professionalità tecniche a disposizione, ma senza la componente umana, la capacità relazionale, l’empatia e il rapporto di fiducia che si riesce ad instaurare con le persone, i familiari, il nostro percorso sarebbe vanificato e non potremmo esprimere loro tutta la nostra gratitudine».




Autore: A cura della Redazione

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