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20/03/2017 | 19:32

Il bruttissimo ko inflitto ai giallorossi dalla compagine dauna ha lasciato non pochi strascichi. La societÓ ha deciso che fino a diversa comunicazione tutti i tesserati e i dirigenti osserveranno il silenzio.


La sede dell'U.S. Lecce


Lecce. Brucia ancora, e brucerà ancora per molto, la sconfitta rimediata dal Lecce a Foggia. Mettersi alle spalle il pesante 3-0 ricevuto come un cazzotto un pieno volto allo ‘Zaccheria’ non è compito facile per nessuno. Non lo è per la dirigenza che sperava in un passo decisivo che avrebbe ripagato i tanti sforzi quotidiani; non lo è per la squadra che non è una grande squadra ma che si trova a lottare per la Serie B; non lo è per il tecnico Padalino che durante e dopo la sfida contro i Satanelli ha fatto vedere un lato di sé che nessuno voleva vedere (l’atteggiamento dei suoi in campo e le dichiarazioni del dopo-gara hanno esasperato gli animi di molti che hanno chiesto la sua testa). E soprattutto non è facile per i tifosi, ormai illusi anno dopo anno che sia la volta buona per uscire dalla melma della Lega Pro.
  
Il fondo toccato domenica scorsa ha aperto una crepa (forse più di una), soprattutto tra il mondo del tifo e quello dell’U.S. Lecce: lo striscione “Padalino Vattene” esposto al rientro dalla trasferta dice più di molte altre parole. La società, però, fa quadrato attorno all’allenatore.
  
Oggi la dirigenza tutta ha riflettuto sul pesante KO inflitto dalla squadra di Stroppa e ha comunicato che ‘i propri tesserati e dirigenti tutti, fino a diversa comunicazione, non rilasceranno dichiarazioni. L’intento della società, staff tecnico e giocatori è quello di «rialzarsi» immediatamente dopo il passo falso di ieri a Foggia, al fine di non lasciare nulla di intentato nella corsa promozione, che ci vede, comunque, al secondo posto in classifica ad otto giornate dalla fine del campionato’.
  
Silenzio stampa, dunque, perché da ora fino alla fine c’è solo da lavorare a testa bassa. Mancano otto turni alla fine, cinque punti da recupere: la sfida è ai limiti della realtà per tanti motivi, iniziando da quelli ambientali e di salute che attraversano le prime due in classifica, ma tirare i remi in barca adesso sarebbe un ulteriore errore.
  
Adesso però c’è da decidere da che parte stare. La società ha fatto capire di essere dalla parte del Ds Mauro Meluso e del tecnico Padalino: il Lecce non è secondo per caso. I 61 punti in classifica significano che qualcosa di buono in questi 9 mesi è stato fatto davvero. Resta solo da sperare in qualcosa di meglio.
  
Il tecnico deve capire se mettersi al fianco dei suoi uomini, capirli, comprendere i loro limiti e i loro pregi, oppure se mettersi al di sopra, puntando ancora su interpreti che non attraversano un periodo brillante e su un certo atteggiamento che spesso nell’ultimo periodo non è piaciuto a tutti.
  
E poi ci sono i tifosi. I tifosi sono quelli che pagano il dazio maggiore in questa situazione. Sta a loro, altresì, decidere se fare quadrato attorno a una società che investe e compie delle scelte, incitando da qui a giugno come è stato fatto fino ad ora, per puntare a un traguardo che oggi appare lontano, ma che già domenica potrebbe riavvicinarsi, oppure se proseguire ad oltranza una contestazione capace di far vibrare le pareti di uno spogliatoio come nel bel mezzo di un terremoto.
 
 Tutte posizioni legittime, sia chiaro: ma è tempo di decidere da che parte stare da qui alla fine.
  
Domani pomeriggio la squadra tornerà ad allenarsi a Martignano: nel chiuso delle mura della ‘Cittadella dello Sport’ si capirà anche la posizione dei calciatori che, anche loro, devono scegliere se riporre ancora fiducia nel loro tecnico, o voltare lui le spalle.




Autore: Giulio Serafino

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